Il binomio arte e società acquista senso nel momento in cui l'individuo-artista si definisce nel proprio contesto vivendolo ed influenzandolo tramite il proprio operare e creare. A partire da questa premessa si è scelto di collegare la creatività alla femminilità attraverso un linguaggio che nella sua complessità include l'avvalersi di un approccio più intimistico e più introverso all'arte.
La trilogia è composta di tre spettacoli autonomi ma indissolubilmente legati da temi di marginalità: povertà, vecchiaia e malattia. Tutti i personaggi della trilogia inforcano gli occhiali. Sono mezzi cecati. Malinconici e alienati.
“L’essere umano perfetto (e le cose che facciamo)” è una performance partecipativa che si ispira al film di Jørgen Leth “The perfect human” (1967).
Dalla collaborazione fra gli artisti Rosa Casado e Mike Brookes nasce un’indagine sociale sui comportamenti, sulle abitudini, sui vizi, sulla grandezza e sulla perfezione (o sull’imperfezione) della natura umana.
Marie N’Diaye ci porge uno specchio in cui si riflette una società arrogante, in perpetuo movimento, corrosa da un cieco individualismo. L’autrice, attenta sul piano stilistico all’uso della lingua e alle sue variazioni, sul piano tematico concentra l’attenzione sulle dinamiche di coppia, di gruppo, di società per svelarne i giochi cinici e impudenti.
In una landa vagamente definita (è la Bosnia? il Kossovo? la Cecenia?), in un ipotetico dopo guerra in cui le armi tacciono ma la pace è lungi dall’essere realizzata, la gente cerca di raccogliere i brandelli di ciò che è rimasto e di capire da dove ricominciare. In un equilibrio quanto mai precario, una madre e due ragazzine cercano quotidianamente di ricostruire ciascuna una propria “normalità”.
Finito il tempo degli eroi, delle vite esemplari, delle prime pagine che impressionano... resta la vita di tutti i giorni, la Vita Sottile che ci è dentro e accanto. Nell'epoca dello svelamento la finzione perde il suo potere immaginifico, la poesia è sciolta dalle sue regole, Warhol e la Pop art hanno segnato il passo del futuro, i reality sotto ogni forma d'espressione (performativa o mediatica) dettano le nuove leggi della curiosità e dell'ossessione.

_0.jpg)



