Al debutto inglese questa enigmatica e affascinante commedia ha conquistato straordinari consensi di pubblico e critica. Martin Crimp è considerato un autore di prima grandezza, col dono di una scrittura magistrale.
Basta che Angelica fugga a cavallo ed ecco che la Storia grande si sfalda e lascia il passo ad un infinito inseguimento di piccole ma dense vicende.
Antigone colpisce per la nettezza nell’affrontare un tema mitico ma di bruciante attualità e per la semplicità poetica di una lingua capace di attraversare il tempo e le mode, senza nulla perdere della sua comunicatività.
Marina Thovez, autrice della riduzione teatrale, si cimenta con un capolavoro della letteratura contemporanea, facendone un testo teatrale liberamente ispirato al romanzo.
Un quadro completamente bianco, pagato molto, forse troppo. Scattano le reazioni degli amici di chi lo ha comprato. Esagerate, forse guidate dalla passione, dall’amicizia. L'amicizia maschile, sentimento generalmente considerato così puro, così autentico, così naturale, goliardicamente semplice, anche così sacro.
Non c'è nella storia della drammaturgia mondiale un personaggio così centrale, ricco di sfumature, complesso e sfuggente come Amleto. La grandezza del dramma è tutta nel rompersi della dimensione formale che si lascia trapassare e fa spazio all'urlo profetico che l'opera propriamente contiene ed esprime.
1748. Siamo quasi alla metà del settecento, il secolo dei lumi, della seduzione libertina. Cornelia, giovane contessina veneziana, vive segregata per ordine dei genitori. È promessa sposa al figlio del granduca di Francia.




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