Drames de princesses
(“Drammi di principesse”) Spettacolo in lingua italiana, francese e tedesca
di Elfriede Jelinek
Con Barbara Baker, Véronique Alain e Dorothea Schürch
Produzione: Compagnie Sturmfrei, copr. Comédie de Genève, TPR e Théâtre du Grütli
Prima assoluta della versione italiana
Concetto e regia: Maya Bösch
Scenografia: Sylvie Kleiber
Luci: Jean-Michel Broillet
Suono: Rudy Decelière
Costumi: Julia Studer
Spettacolo inserito nei programmi tematici “Favole per oggi” e “Arrivederci attore
ciao”
In collaborazione con Fit – Festival internazionale del teatro
Al termine dello spettacolo: incontro con Maya Bösch
Con cinque variazioni sul tema “La morte e la fanciulla”, Elfriede Jelinek regola i conti con le fiabe e i miti sulle donne che esse tramandano. Fra le donne evocate nell’irriverente testo di Jelinek c’è Jackie Kennedy. Maya Bösch l’ha scelta come simbolo di tutti quei destini sacrificati sull’altare degli stereotipi femminili, dell’apparire, della moda, dell’uomo, del potere e della storia.
Il dramma di Jackie Kennedy deriva dal silenzio in cui è sprofondata: qualcuno ha sempre parlato per lei e non ha nessuna possibilità di liberarsi dei paparazzi che sono penetrati nella sua intimità rubandole la parola. Jackie si racconta in maniera molto emotiva: forse si potrà sentire la parola delle donne oppure, attraverso la loro parola, il loro eterno silenzio.
Il testo molto trasgressivo di Jelinek è proposto al Teatro Sociale in una sorprendente versione trilingue (italiano, francese e tedesco). La regia usa in maniera originale gli spazi a disposizione a Bellinzona, con una recitazione che varia dall’immobilità a movimenti eccessivi. Lo spettacolo è simile ad una composizione musicale fatta di voce recitante e canto, ma anche di suoni e rumori. Un modo per aprire la strada a nuove prospettive di senso e per capire l’assurdità dei nostri giorni.
www.ciesturmfrei.ch
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Elfriede Jelinek
Nata nel 1946 da padre tedesco e madre rumena, Elfriede Jelinek è una romanziera e drammaturga austriaca. Suo il libro da cui è stato tratto il film “La pianista”. Famosa anche per le sue prese di posizioni molto radicali sulla società austriaca, nel 2004 ha vinto il Nobel per la letteratura.


