Ercole in Polesine
di e con Natalino Balasso
Produzione: Teatria
Hanno percorso in lungo e in largo l’Italia, ci hanno insegnato a leggere e a scrivere, ci hanno raccontato le loro fantastiche storie. Ma chi sono questi antichi greci di cui non ci ricordiamo più? Sono molto più vicini a noi di quanto sembri. Perché i desideri, le ansie, le paure sono rimasti gli stessi.
“Ercole in Polesine” è un divertente viaggio nel tempo e nel mare, attraverso 5000 anni di storie, miti, leggende che ci parlano di Dei cornuti e imbroglioni, di eroi svogliati e mitomani, di uomini disperati e sbruffoni. E tutte queste storie ci fanno pensare a come siamo adesso, a tutta quella strada che (non) abbiamo fatto dai primordi della civiltà ai postumi del bancomat. Natalino Balasso ha scelto ancora una volta un contenuto inconsueto per le sue iperboli comiche e la sua grottesca parlata, che sembra fatta apposta per raccontare i più antichi tra i miti greci.
«Quello che salta agli occhi a chiunque guardi uno degli sceneggiati tv nostrani è che non siamo più in grado di innamorarci delle storie», dice Balasso a proposito di “Ercole in Polesine”. «È perché oggi ci interessano più gli attori che i personaggi, più i nomi che le vicende. C'è tutto un materiale umano negli antichi racconti mitologici, fatto di sudore e di gioia, di guerra e di sesso, che sembra nascosto dalle parole difficili dei nostri letterati traduttori. Quello che voglio fare con questo spettacolo è restituire a quelle storie le passioni vere, gli odori e i sapori che non sono perduti, perché sono quelli che viviamo tutti i giorni, in quest'epoca poco epica».



