Gin Game

immagine dello spettacolo
Giov, 09/02/2012 - 20:45
Ven, 10/02/2012 - 20:45
Sab, 11/02/2012 - 20:45
Con il sostegno di: 

Coop Cultura

Raiffeisen

di D.L. Coburn
con Valeria Valeri e Paolo Ferrari
Produzione: Associazione Culturale La Pirandelliana e L’Incredibile s.r.l., 2011

Regia: Francesco Macedonio
Scene: Bruno Garofalo
Costumi: Maria Grazia Nicotra
Musiche: Massimiliano Forza
Arrangiamenti: Fabio Valdemarin

Al termine dello spettacolo del 10 febbraio: incontro con Valeria Valeri e Paolo Ferrari

“Gin Game” offre la visione di uno spaccato esistenziale riguardante due anziani, Fonzia e Weller, ospiti di una casa di riposo convenzionata. La trama è piuttosto semplice: Weller, ricercatore di mercato in pensione, insegna a Fonzia, un’anziana puritana figlia di un pastore metodista, il gioco del gin nel quale da sempre eccelle. Weller è affettuoso e cordiale ma quando Fonzia, che ha imparato subito le regole del gioco, comincia a vincere superando il maestro, scatena il suo disappunto, tanto più crescente fino a diventare collera, rabbia allo stato puro.

Dietro questa collera si nascondono ragioni più profonde del semplice orgoglio ferito: l’ anziano giocatore è vittima di un passato fatto di delusioni, di frustrazioni economiche e personali;
Fonzia sfoga le sue delusioni fatte di abbandoni e altrettante delusioni, cedendo al turpiloquio ed agli istinti ben lontani dal suo abituale stile di vita e dalla sua educazione.

Il finale ci mostra la dura realtà: due vecchi stanchi e sfiduciati che avrebbero potuto essere due buoni amici se non fossero stati troppo impegnati a nascondere la propria infelicità dietro il velo dell’ipocrisia. I due grandi attori riprendono dopo vent'anni questo spettacolo che fu uno storico successo nonché il loro cavallo di battaglia.

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D.L. Coburn

Nato a Baltimora (Maryland) nel 1938, s’è imposto nel 1977 con “Gin Game”, la sua prima commedia. “Gin Game” debuttò a Broadway e rimase per 516 repliche, successivamente fece registrare il tutto esaurito a Los Angeles, Chicago, Boston, Filadelfia e in una mezza dozzina di altre città.