Itis Galileo
di Francesco Niccolini e Marco Paolini
con Marco Paolini
Produzione: Jolefilm
Consulenza scientifica: Stefano Gattei
Consulenza storica: Giovanni De Martis
Consolle audio: Gabriele Turra
Scenotecnica: Juri Pevere
Direzione tecnica: Marco Busetto
Illuminotecnica e fonica: Ombre Rosse
Essere geniali, in circostanze difficili, può essere un problema, per gli altri soprattutto. Parte da questa considerazione il lavoro di Marco Paolini e Francesco Niccolini su Galileo.
Il padre della scienza moderna appare ai nostri occhi come un grande divulgatore dei propri studi, ma soprattutto come una mente aperta al dubbio fino alla fine. Quando si parla di Galileo si pensa sempre a un anziano: sarà una questione di iconografia, ma forse è anche perché si capisce che lo scienziato non si mette mai in pensione con la testa. Galileo vive 400 anni prima di noi, in un’epoca governata da certezze e rigidità di pensiero, ma alcuni elementi tornano oggi a riaprire il confronto con quel passato.
Per Marco Paolini «viviamo in un tempo in cui la magia è tornata a governare il futuro. Sarà perché le leggi dell’economia non sono leggi matematiche e contengono una componente di caso molto rilevante, sta di fatto che il nostro mondo cerca consolazione negli astri. E mi stupisce che, 400 anni dopo la consacrazione dell’universo postrivoluzione copernicana, tutti i giorni molti tra noi consultino le previsioni dell’oroscopo che utilizzano le stelle fisse di Tolomeo. Galileo è usato spesso come simbolo della scienza libera contro la fede integralista, ma in realtà è uno che per campare fa anche oroscopi. Per noi è facile irridere le teorie del passato, quando finiscono le teorie fanno sempre ridere. Il problema è che mentre ci sei dentro continui a pensare che non sia teoria, ma spiegazione della realtà».
Acquista i biglietti online:
Prezzi: cat. A
Marco Paolini
Nato nel 1956, è il capofila del teatro di narrazione italiano, interprete di un repertorio che appartiene al teatro civile. Si distingue per il gusto dello studio dei testi e della ricerca delle fonti. Celeberrima rimane la diretta televisiva del suo spettacolo “Il racconto del Vajont” (1997).



