Sogno di una notte d’estate
di William Shakespeare
con Carlo Cecchi e i 18 attori della Compagnia
Produzione: Teatro Stabile delle Marche con il patrocinio dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico, 2010
Regia: Carlo Cecchi
Scena: Roberto Bivona e Carlo Cecchi
Costumi: Sandra Cardini
Luci: Stefano Barbagallo
Consulenza musicale: Nicola Piovani
Al termine dello spettacolo del 1° dicembre: incontro con Carlo Cecchi
Fuoco d'artificio di equivoci, incanti, litigi e riconciliazioni di innamorati, “Sogno d'una notte d'estate” è una delle commedie più popolari e più amate di William Shakespeare, un congegno teatrale di stupefacente maestria. Fate, folletti, elfi, insieme agli abitanti di Atene, danno vita a un incantevole gioco dell'immaginazione in una delle più pirotecniche invenzioni della fantasia.
Carlo Cecchi trova la chiave di lettura ideale per questo testo mettendo in scena 18 giovanissimi attori, per un progetto fresco e accattivante. Lo spettacolo si pone come un vero e proprio ponte fra generazioni che si riconoscono nel segno del teatro. Un gioco dell’immaginazione che le musiche di Nicola Piovani e la traduzione di Patrizia Cavalli rendono ancor più speciale. Così Carlo Cecchi descrive l’esperienza di questo lavoro: «ciò che mi unisce a questi giovani attori, scavalcando le generazioni, è il teatro: ossia la ricerca di un rapporto attivo fra attori e spettatori, nell’immediatezza del qui e ora della rappresentazione, che solo il teatro ancora può far vivere ».
Carlo Cecchi, figura di spicco del teatro di innovazione in Italia, alterna il lavoro di attore teatrale e cinematografico a quello di regista teatrale. Memorabile la sua interpretazione di "Finale di partita" di Samuel Beckett e, per il cinema, quella di Renato Caccioppoli in “Morte di un matematico napoletano”. Nel 2007 si aggiudica il Premio Gassman come miglior attore teatrale italiano.
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William Shakespeare
Drammaturgo e poeta inglese (1564-1616), è considerato il più importante scrittore in lingua inglese e il più eminente drammaturgo della storia. Nella trama del “Sogno…”, scritta tra il 1594 e il 1596, si rileva una rielaborazione in chiave comica della tragedia di “Romeo e Giulietta”.





