Thom Pain (basato sul niente)
con Elio Germano
Produzione: Bam Teatro e Pierfrancesco Pisani in collaborazione con Mittelfest 2010
Regia: Elio Germano
Collaborazione alla regia: Silvio Peroni
Traduzione: Noemi Abe
Uomo curioso, Thom Pain. Come precipitato sul palco, capitatoci per caso, deviando da un percorso che riproduce lo stesso "zig zag" delle sue parole.
Antieroe solitario, un narratore capace di provare emozioni intense e controverse e di saperle convertire in parole o di nasconderle e negarle, attraverso le parole stesse, con l'abilità di un giocoliere. Un individuo sincero nelle sue repulsioni, nella sua comprensione, nel desiderio di instaurare un contatto col pubblico e ugualmente sincero nella sua frustrazione di non riuscirci. Ad ogni sua parola al buio riusciamo a vedere nuove cicatrici: sono le memorie di un uomo pieno di ferite, che precipitano nel suo discorso dai recessi dell'infanzia. Non tutte si sono richiuse, alcune sanguinano ancora. E Thom Pain non ha paura di ammettere che una parte segreta del suo essere è ancora sensibile alle sofferenze altrui. In questa sua confessione laica, Thom Pain vuole cercare di dare un senso alla sua vita, trasformare la rovina in salvezza, a dispetto di tutto, restituire qualcosa di nobile e di buono al pubblico e a se stesso. Un uomo tragicamente positivo, che cerca ancora di amare la vita senza spiegarla troppo, né di trovare soluzioni o insegnamenti. Coraggioso nel suo porsi davanti ai dubbi e scrollarli via con un "chi se ne frega".
Con “Thom Pain” Elio Germano fornisce una grande prova interpretativa. E non per caso. Germano, nella sua ancor breve carriera, s’è infatti già aggiudicato il Premio d’interpretazione come miglior attore al Festival di Cannes 2010 quale protagonista di “La nostra vita” di Daniele Luchetti.
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Prezzi: cat. B
Will Eno
Con i suoi 46 anni appartiene alla generazione dei più giovani e raffinati drammaturghi americani contemporanei. È autore originale le cui opere traboccano di humor nero e di mal di vivere. “Thom Pain” è stato finalista nel 2005 per il Pulitzer del Teatro.

