La rinascita

Foto dal palco della platea e del primo ordine

L’opera di sensibilizzazione promossa dall’Associazione “amici del Teatro Sociale” e la successiva costituzione della “Fondazione Teatro Sociale” hanno creato le premesse per il salvataggio e il recupero del Teatro, oggi iscritto nei monumenti storici di importanza nazionale.

Dopo un’accurata indagine sulla storia e sullo stato dell’edificio, l’architetto Giancarlo Durisch ha progettato il restauro del Teatro.

Il cantiere è stato aperto nel 1993.

I lavori diretti dallo studio dell’arch. Sennhauser hanno innanzitutto riguardato il consolidamento statico dell’edificio e la costruzione della nuova struttura portante del tetto.

La demolizione del ristorante ha permesso di recuperare la bellezza della facciata che dà sul giardino di Piazza Governo.

Al consolidamento della struttura lignea dei palchi è seguito il ripri-stino della scenografica decorazione in cartapesta, realizzata dall’artigiano veneziano Giorgio Clanetti.

Nel Teatro Sociale si sposano armonicamente tecnologia d’avanguardia ed eleganza ornamentale.

La bellezza degli stucchi e delle tinte (curate dal restauratore Luigi Gianola) e lo sfavillio delle luci accolgono lo spettatore fin dal Foyer d’entrata, per poi avvolgerlo e conquistarlo definitivamente nella sala teatrale...

Al Teatro attori, musicisti e danzatori troveranno uno spazio accogliente e attrezzatissimo dal profilo scenotecnico.

Dopo i tempi bui dell’abbandono, il Teatro Sociale conosce finalmente le luci dell’arte, dell’invenzione e della creatività, fondamenti dell’identità e cardini della civiltà di ogni comunità.

Vi auguriamo delle piacevoli serate al Teatro Sociale di Bellinzona.

Testi di R. Reichlin
© 1997 Fondazione Teatro Sociale Bellinzona