Elio, accompagnato dal maestro Alberto Tafuri al pianoforte, intraprende un viaggio musicale alla riscoperta della tristezza, un sentimento che attraversa la storia dell'arte e di ogni forma di espressione umana, da Catullo a Virginia Woolf, da Munch a Paperino, ma che tuttavia oggi viene spesso temuto e rimosso. L'intento è quello di restituire alla tristezza nobiltà e necessità attraverso le parole e le note di alcuni grandi artisti della tradizione musicale italiana e internazionale.
Ma la tristezza, che dunque in fondo non è male, come le cicerchie e lo zafferano, va presa a piccole dosi e, se si esagera, serve un antidoto. Per questo lo spettacolo contiene anche opportuni inserimenti di canzoni allegre (Elio e Le Storie Tese, Beach Boys, Nino Rota/Rita Pavone, James Taylor, Bertolt Brecht/Kurt Weill, Domenico Modugno, Enzo Jannacci, Kosaku Yamada, Renato Carosone e Gioachino Rossini).
“Non commettete l'errore di denigrare la tristezza!” Elio e le Storie Tese