Un dialogo a tre voci per un solo corpo. La nascita di un figlio. La pandemia. La perdita improvvisa di un familiare. Esperienze che attraversano la scena.
Come in un gioco di specchi i temi di Mary Shelley restano sorprendentemente attuali e continuano a parlarci. Intrecciando le pagine più intime dei suoi diari con la narrazione di Victor Frankenstein e della sua Creatura più famosa, lo spettacolo restituisce una chiave di lettura profondamente umana del romanzo "Frankenstein o il moderno Prometeo": un capolavoro che qui diventa anche autoritratto d’autrice.
Creazione e morte, desiderio di generare e impossibilità di trattenere la vita attraversano l’opera e la biografia di Mary Shelley, fino a intrecciarsi al tema dell’abbandono e alla domanda costante e dolorosa di essere amati, non rifiutati. Fino alla consapevolezza di dover abitare tutti i suoi personaggi in un corpo solo.
Luce e suono, a tratti dissonanti, scolpiscono le ombre: è proprio attraverso di esse che emergono, per contrasto, le luci più intense.
Frankenstein, autoritratto d’autrice – nuova creatura è uno spettacolo che ci interroga sul mistero della creazione, della perdita e dell’identità.