Dopo due serate da tutto esaurito per l’omaggio a Édith Piaf, Danilo Boggini si ripresenta al pubblico del Teatro Sociale Bellinzona con uno spettacolo consacrato alla Parigi del primo dopoguerra, in cui rivive tutto il fascino originario del jazz manouche. Un occhio di riguardo è riservato a quello squarcio degli anni Trenta del secolo scorso in cui i fisarmonicisti dei bistrot parigini iniziavano ad unirsi ai chitarristi manouche, all’insegna di quello che all’epoca era detto jazz musette. L’itinerario musicale è affiancato dall’esposizione di brevi episodi ambientati nei dintorni della Bastiglia, in Rue de Lappe, là dove quello straordinario mondo musicale è nato e si è sviluppato, prima di volgersi alle platee di tutto il mondo.
A condurre questo viaggio sono quattro musicisti di valore, membri della rinnovata formazione dell’Hot Club de Suisse: da un lato le chitarre inseparabili di Dario Napoli – figura di rilievo mondiale nell’ambito manouche – e Jacopo Delfini, dall’altra il contrabbasso di Marco Ricci e la fisarmonica di Danilo Boggini.