Dopo il successo delle prime otto repliche al Sociale nel 2024, e nel mezzo di una lunga tournée sia in Svizzera che in Italia, “Minotauro” ritorna nel nostro teatro per una replica un po’ speciale: lo spettacolo non sarà infatti allestito in platea, ma sul palco. Un’occasione di finalmente vederlo per chi finora se lo fosse perso, ma anche di goderne da un’altra prospettiva per chi lo avesse già visto.
Il racconto “Minotauro, una ballata” di Friedrich Dürrenmatt è una rivisitazione del mito greco. I ruoli dei personaggi principali sono invertiti, infatti Minotauro è la vittima e non più l’essere mostruoso e assassino, come invece è Teseo che con l’inganno frantuma i sogni dell’uomo-toro e lo uccide. Le pareti del labirinto di Cnosso per Dürrenmatt sono ricoperte di specchi. Lo specchio è simbolo di riflessione, di ricerca del sé, ma anche dualità, illusione e utopia, un rimando al topos che accompagna gran parte dell’opera dürrenmattiana: “verità o giustizia?”. Una rivisitazione che mette l’accento sulla tragicità dell’esperienza esistenziale umana, dell’individuo di fronte alla natura e dell’individuo di fronte al diverso.
Dal ritmo suggerito dal testo e dal suo sottotitolo “una ballata”, nasce questo spettacolo. Minotauro si esprime danzando perché non conosce l’uso della parola, che è affidata alle attrici, accompagnate dal ritmo e della musica eseguita dal vivo.